Pagina Iniziale
Le tue domande e commenti

Ci sono 47 domande e/o commenti.
Pages: 1 2 3 4 »

NomeCommento e/o Domanda
Carmine
da milano
Signed on: Mon Feb 8 11:41:01 2010
so una persona di 57 anni, di sesso  
maschile, ed ho un sogno ricorrente che 
sistematicamente tutte le notti mi fa stare , in stato di angoscia. 
desidererei sapere come posso fare x liberarmi di tutto cio', che e'un bagaglio del mio passato, sono passati ormai 10 anni. grazie. sicuri di un vs. chiarimento, se mi puo' dare un consiglio per risolvere il mio problema.
Admin's Comment: Carissimo Carmine, 
i nostri sogni possono essere visti come il tentativo del nostro inconscio di comunicare con noi, attraverso le immagini che ne sono, non solo il contenuto ma anche l'alfabeto, la cifra e la lingua: tocca a noi rispondere o meno a questo tipo di "invito", come tocca a noi aprire le lettere che riceviamo... certo se la stessa lettera continua ad arrivare, forse la risposta che diamo, o cerchiamo di non dare, non è proprio la risposta attesa e risolutiva... 
Lei mi scrive che da ben 15 anni sta cercando di affrontare il problema che il sogno le ripropone, angosciandola; io la invito a non leggere questa dinamica solo come un tentativo di farle del male ma soprattutto come un tentativo, del suo inconscio, di farle comprendere e sciogliere un nodo che, evidentemente, per quanto costante e fermo il suo impegno, ancora rimane irrisolto dentro di lei. 
Mi permetto di suggerirle come la psicoterapia sia lo strumento migliore, non solo per aiutarci a comprendere ma per trasformare quello che oggi è un inciampo e un ostacolo quotidiano, in un gradino da superare e dal quale guradare alla propria vita da una prospettiva più elevata. In questo un colloquio con un collega dal background ed esperienza di psicoterapia psicodinamica può certamente fornirle ulteriori approfondimenti e spunti, che io, evidentemente via mail non posso, ne voglio dare. 
La saluto cordialissimamente augurandole di esserle stato anche solo minimamente utile.
franca
da abruzzo
Signed on: Mon Apr 20 12:29:07 2009
hO UNA BIMBA DI 9 ANNI CHE HO SORPRESO MENTRE SI TOCCAVA LE PARTI INTIME IN MANIERA INSISTENTE ,MENTRE GUARDAVA LA TV ED ANCHE DURANTE LA NOTTE MENTRE DORME. 
QUALE PUò ESSERE IL MOTIVO PER CUI SI COMPORTA COSI? 
MI DEVO PREOCCUPARE?
Admin's Comment: Carissima signora Franca, 
intanto mi deve scusare se le rispondo solo ora. 
L'autostimolazione genitale è molto comune a tutte le età e da 
adolescenti diviene vera e propria masturbazione; non colpevolizzare 
né strumentalizzare questa pratica, che è in fondo un modo di 
conoscere il proprio corpo che cambia e cresce, è probabilmente la via 
migliore per permettere o meglio non ostacolare lo sviluppo di un buon 
rapporto col proprio corpo e, a tempo debito, con la propria 
sessualità. 
E' come se la sua cara figliola avesse scoperto che ha un corpo e lo 
stesse esplorando; certo, mi permetta però di suggerirle che in 
televisione purtroppo passa di tutto e una sovra esposizione a stimoli 
erotici o sessuali tende solo ad accelerare e quindi a rendere meno 
armonico se non artificiale questo processo naturale di scoperta di 
sé. 
 
ps: leggo che è dell'Abruzzo e vorrei porgere attraverso di lei, a 
tutti i concittadini di questa martoriata regione le mie più profonde 
condoglianze e ogni auspicio per una pronta rinascita. 
Michela
da roma
Signed on: Tue Mar 3 22:37:56 2009
cosa significa che mi disturba vedere persone dormire e non riuscire a farlo? mi agito e non capisco il perchè
Admin's Comment: Carissima Michela, se ha delle difficoltà a dormire queste possono rientrare fra i disturbi del sonno e l'insonnia, fra questi, è il più conosciuto e diffuso. La difficoltà ad addormentarsi, il sonno leggero o disturbato, l'alzarsi "stanchi", sono tutte condizioni che favoriscono la tensione e generano ansia, in un movimento vizioso che si auto-alimenta e mantiene. Una delle strategie migliori in casi simili, che però non è una terapia, mi raccomando, è dedicarsi ad altro, spostando l'attenzione su cose piacevoli ad esempio. Cordialissimi saluti.
Francesca
da Toscana
Signed on: Wed Feb 4 22:47:46 2009
Gent dott: sono unamadre disperata che le scrive purtroppo mia figlia di 20 anni ha perso la testa per un ragazzo follemente geloso: L'ha rinchiusa a casa per 2 anni lei si è quasi ammalata l'ha allontanata da me dai suoi amici ecc.Io continuavo a dirle di lasciarlo ma il risultato è che è andata via di casa: Con me non parla quasi più sa che non approvo la sua scelta e quindi con me ha solo argomenti banali: io sono sempre più pensierosa mia figlia era una ragazza solare ora non la riconosco più: Mi dice che cosè che la lega a lui? Come può farsi schiacciare soprattutto nella dignità da un essere simile? Io non dormo più non ho più interessi e pure con mio maritob le cose non vanno bene: La prego mi aiuti lei ho proprio bisogno di una parola buona Grazie
Admin's Comment: Carissima Francesca, 
mi deve proprio perdonare se riesco a risponderle solo ora, facendole 
attendere una settimana; me ne scuso ancora ma non sempre ho la 
possibilità né gli impegni clinici mi lasciano il tempo di rispondere 
subito chi gentilmente mi contatta. 
Detto questo mi preme sottolinearle come più che comprensibilmente il 
dolore e la preoccupazione per l'avvenire di una figlia poi ricadano 
sulla serenità e sull'equilibrio di una madre. Proprio per questo non 
posso non consigliarle comunque di prendere provvedimenti circa la sua 
salute e il suo equilibrio (con il supporto del medico di famiglia) 
perché l'unico modo effettivo per aiutare sua figlia è quello di non 
lasciarsi andare o non lasciarsi esaurire. 
Anche perché un giorno potrebbe succedere che questa ragazza torni sui 
suoi passi e avere una madre che ci aspetta sulla soglia di casa, dona 
fiducia, calore sicurezza, contrariamente ad una madre instabile, 
fiaccata, demoralizzata. 
Certo non è facile ma può essere la dimostrazione concreta che lei, 
mamma, al contrario di ciò che mi racconta di sua figlia, non si 
lascia schiacciare, non si lascia andare: è presente e ben salda 
seppur nel dolore e nell'affanno. Può essere così un punto di 
riferimento per l'autostima e la fiducia nella possibilità di 
affrontare i problemi e le crisi, cosa che i nostri ragazzi cercano, 
pur negandolo a parole, come e più dell'aria che respirano. 
Certo occorre anche farsi aiutare, e quando è il momento occorre saper 
non esitare: se chiede aiuto per sé poi potrà offrire aiuto e 
accettare che le venga chiesto senza giudicare né respingere, 
accogliendo il dolore altrui come avrà fatto col suo. 
Cordialissimi saluti e auguri alla sua famiglia.
monica
da lodi
Signed on: Thu Nov 6 23:15:36 2008
gentilissimo dott.mio fratello 18 anni fa' (aveva 24 anni) si e' dovuto sposare con una donna che non amava e fra l'altro molto strana, perche' aspettava una bimba. Ha passato 8 anni di matrimonio d'inferno, praticamente con un'estranea, senza nessun tipo ne di rapporto ne di dialogo. 
Si e' separato e subito dopo ha iniziato a convivere con una donna completamente l'opposto della prima, separata anche lei con due figli (all'epoca 13 anni e 16 anni. Mentre mia nipote ne aveva 8). Era l'opposto perche' questa continuava a parlare, organizzava la vita a tutti, si metteve in competizione con lui in tutto, dal lavoro allo svago. Con questa ha trascorso 9 anni assolutamente non felici ma, per la figlia le e per non risconvolgere di nuovo tutto, le e' rimasto insieme. Oggi dopo un anno e mezzo dei quali 5 mesi di convivenza in una casa in affitto, con una ragazza romana, fra l'altro veramente una bella persona (intendo dentro), finalmente, dopo aver comprato una nuova casa per loro, un mese prima di traslocare ha iniziato ad avere dei dubbi su di lei e a non sapere piu' cosa vuole e a stare male. Cosa puo' essere successo? La ringrazio in anticipo. Monica
Admin's Comment: Carissima Monica, 
è molto difficile, se non impossibile, quantomeno spessissimo inutile, cercare di interpretare dall'esterno le dinamiche e i moti della personalità e delle sue innumerevoli sfaccettature; certamente mi permetto di pensare che la storia relazionale, almeno quella che mi ha voluto segnalare, di suo fratello, sia una storia tormentata, conflittuale, dolorosa e ricca purtroppo di frustrazioni e, come mi scrive lei, assolutamente non felice. 
Tanti anni passati assieme a qualcuno che non ci ama e forse non ci stima né rispetta, sono una ferita che ha bisogno di tempo, pazienza, tenerezza e calore per potersi rimarginare; a volte la fiducia negli altri, ma sopratutto in se stessi sembra essere perduta per sempre, ed ecco che dubbi, timori e "blocchi" compaiono a ricordarci che, ancora una volta, purtroppo, rischiamo di farci male, di essere feriti per 
l'ennesima volta (questo anche se, nella realtà dei fatti, un rischio reale non c'è). 
Non sarebbe poi da sottovalutare come il senso di colpa (vero e 
proprio giudice inflessibile interno) contribuisca ad accrescere la richiesta inconsapevole di "auto-punizione" per ogni errore compiuto, per ogni sbaglio, che però già tanto ci è costato. 
Tutto ciò come le accennavo è raramente consapevole: ciò che "filtra" dalle penombre dell'inconscio è spesso il conflitto con il desiderio consapevole di investire ancora nella propria vita, nei propri affetti e tutto questo può sfociare il più delle volte in ansia o nei casi più gravi in vere e proprie crisi di panico (o in stati depressivi più o meno evidenti). 
Ciò che mi sentirei di suggerirle di cuore è di consigliare a suo fratello la possibilità di utilizzare questo ennesimo momento difficile per chiedere aiuto specialistico e quindi contattare uno psicoterapeuta esperto che possa aiutarlo e supportarlo nel percorso di comprensione e trasformazione che chiamiamo per brevità terapia ma che non è solamente "guarigione da un disturbo", bensì, più propriamente, "cura di sé". 
La saluto cordialissimamente con l'augurio che questo ostacolo che nuovamente si pone nella vita del suo caro fratello, possa divenire il gradino da scalare per vedere un po' più lontano, in direzione di un futuro più sereno e consapevole.
dott. AlteiSigned on: Wed Mar 19 11:32:44 2008
Carissima Alice, 
"fuggire" può sembrare una soluzione nel breve periodo (anzi è una delle modalità, comuni con gli animali, che utiliziamo per affrontare i problemi, l'altra è combattere) e nei confronti delle minacce esterne; purtroppo però non dà buoni risultati per quelli che sono i nostri conflitti interni, che ci seguono ovunque e in ogni situazione... e anzi tendono col tempo a farsi sempre più intensi e sfiancanti (infatti è come utilizzare le proprie energie contro se stessi). Un'altra difficoltà poi è data dal fatto che se siamo sempre in "corsa" allora possiamo avere l'impressione che questa modalità sia "la terapia" mentre può essere solo un palliativo o peggio, a volte, un procrastinare all'infinito l'incontro con se stessi... Mi rendo conto che queste mie parole siano grossolane e insufficienti ma non si può generalizzare in psicologia in quanto ognuno di noi è unico e irripetibile, figlio della propria storia, per questo prenda ciò che le scrivo come una prospettiva, come uno spunto sul quale, se vorrà, potrà riflettere o investigare. 
Il mio consiglio infatti è tenere presente che, quando iniziamo a non riconoscere più ciò che ci sta attorno, noi compresi, forse siamo più vicini che mai a cambiare le cose in modo radicale, anche se per questo a ognuno di noi occorre un aiuto, qualcuno che si prenda cura del nostro "percorso", un po' come Virgilio con Dante: del resto questa è la migliore metafora della terapia personale che mai sia stata concepita. 
La saluto con mille auguri per la sua vita e con la disponibilità, se vorrà, di un'ulteriore approfondimento.
info@psicosintesiamo.it
alice
da bologna
Signed on: Wed Mar 19 11:34:43 2008
sto attraversando un periodo di cambiamento personale ma ho ancora dei problemi che non riesco a superare: cerco di essere sempre impegnata perchè quando mi fermo sto male, mi viene un senso di vuoto dentro e in testa mi vengono pensieri negativi, però non riesco ad affrontare il problema cerco di non pensarci e di "fuggire"...qualche consiglio? 
 
Dott. F. AlteiSigned on: Sat Jun 23 10:07:41 2007
Carissimo Marco, 
provare ansia, o agitazione o sentirsi imbarazzati nel parlare in pubblico è una cosa molto comune, anzi devo ammettere che a volte succede anche a me! Questo non significa però che non ci sia nulla da fare, anzi affrontare e migliorare questa situazione non solo può restituirci serenità e tranquillità ma può soprattutto essere una energetica iniezione di autostima e fiducia di sé. Può essere utile un lavoro parallelo sul controllo dell'ansia, sulla respirazione (il più delle volte respiriamo solo con la cuspide superiore dei polmoni, ritrovandosi velocemente in "fame d'aria") e sulle motivazioni inconsapevoli che, per ipotesi, dovessero farci sentire "sotto esame" ogni qual volta dobbiamo esprimerci davanti agli altri. 
Come ogni disturbo psicologico la sua risoluzione dipende moltissimo dalla motivazione che ci spinge a cambiare, a ritrovare il benessere perduto o a guadagnarci maggior confidenza e serenità nel rapporto interpersonale e intrapersonale. 
Quello che le consiglierei di considerare è innanzitutto la possibilità di rivolgersi presso uno psicologo-psicoterapeuta per un incontro orientativo, in modo da ottenere una diagnosi precisa e una proposta terapeutica-riabilitativa che coincida con le sue esigenze. 
Cordialissimi saluti e auguri.
info@psicosintesiamo.it
marco
da brescia
Signed on: Sat Jun 23 09:56:52 2007
salve dottore,  
sono un ragazzo di 23 anni e da circa un paio d'anni soffro di un problema a prma vista banale ma che mi crea grossi problemi. Il mio problema è che quando mi trovo in situazioni a dover leggere in pubblico ad alta voce ho un blocco. Non riesco a leggere, la voce mi si strozza in gola e ho sudorazione. Questo problema crea grosse difficoltà visto che sono uno studente e quindi sono costretto ogni qual volta a cercare scusanti per non leggere. Da cosa dipende? E' un problema serio o di facile risoluzione? cosa posso fare ? grazie. Cordiali saluti
dott. F. AlteiSigned on: Tue May 29 10:30:03 2007
Carissima Anna, 
la sua è una bellissima domanda... alla quale non è certo facile rispondere! 
Quello che le posso dire è che dal punto di vista strettamente neurologico la sede delle emozioni e la sede dei centri preposti alle sensazioni convivono nel nostro cervello e sono a loro volta strettamente in relazione con i centri della memoria (si ricorderà forse delle famosissime Madeleine di Proust, che grazie al loro sapore "riviveva" ricordi, sensazioni e stati d'animo ormai passati e quasi dimenticati, ma che riaffioravano prepotenti grazie ad un sapore, ad un profumo). 
Quando sogniamo la parte razionale del nostro cervello lascia il posto alla parte più profonda, emotiva, e succede che i ricordi e le fantasie inconscie vengono a galla come bolle nell'acqua, portando con se, a volte, anche le sensazioni ad esse associate. 
Provi a fare qualche esperimento cosciente: immagini di mangiare un limone, non sente già l'aspro in bocca? Provi ad annusare un profumo o un fiore legati emozionalmente in qualche modo alla sua storia (chessò, magari i fiori dei quali era composto il suo bouquet da sposa) non riemergono prepotenti immagini, ricordi, emozioni? 
Come vede nella nostra mente, ma anche e soprattutto nel nostro cervello, "tout se tient". 
Cordialissimi saluti!
info@psicosintesiamo.it
Anna N.
da Casale di Scodosia (PD)
Signed on: Tue May 29 10:18:08 2007
volevo sapere.... cosa significa che io sogno oltre che a colori (so di gente che sogna in bianco e nero), sogni molto molto strani, articolati, lunghissimi, dei film praticamente...... e sogno anche le sensazioni, dolori, ferite, odori saporti suoni...... stanotte ho sognato che avevo mangiato delle uova cride e poi stavo male e le vomitavo........ sono sveglia da un paio d'ore ma ho ancora la nausea, sono sicura che è solo la nausea del sogno perchè ieri sera ho mangiato vermante poco....... e ho ancora addosos l'odore di quelle uova..........(ovviamente so che mi "sembra" di sentirlo, so che nn è reale) 
cosa significa che io sogni con tutti i 5 sensi?
Dott. F. AlteiSigned on: Mon May 14 10:34:21 2007
Carissimo Antonio, 
dopo un lutto così importante è perfettamente comprensibile lo stato d'animo della sua cara amica: quando perdiamo una persona importante è come se perdessimo, letteralmente, una parte di noi, lasciandoci vuoti, feriti, impotenti. 
Occorre il massimo rispetto e pudore, una grandissima sensibilità, perché quando siamo feriti e vulnerabili, anche una carezza può far male. 
Non sono tanto le parole, ma la presenza e il rispetto per questo periodo buio, che possono far sentire a una persona che non tutto è perduto, che esiste ancora, là fuori, la possibilità di non sentirsi soli, fuori posto, insensati. 
Non so se la sua amica sia credente in una qualche religione, non fa in fondo differenza, ma in questi casi potersi rivolgere a qualcosa di più grande di noi può essere molto importante, così come poter sentire che i nostri amici e i nostri cari "ci sono", non tanto per quello che fanno, ma per la fiducia e l'amore che riescono a comunicarci con la loro discreta presenza e il loro grande affetto. 
Se ci sentiamo amati possiamo continuare ad avere fiducia in noi stessi, nella nostra vita, unica e irripetibile e in quella che Jung chiama "la domanda che la vita ci pone" e alla quale noi, e solo noi, possiamo rispondere. Per ognuno di noi questa domanda può essere al contempo meravigliosa e dolorosissima; nessuno però ha il potere e il diritto di sostituirci nel trovare la nostra risposta, nemmeno se, paradossalmente, glielo concediamo noi. 
Carissimi auguri e saluti di cuore.
info@psicosintesiamo.it
antonio
da molise
Signed on: Mon May 14 10:33:08 2007
salve sono un ragazzo di 25 che ha una carissima amica che sta tanto male dopo la morte della sua unica gioia di vita "la mamma" lei a solo 24 anni e la madre è morta da 8 mesi. Non riesce ad andare avanti non gli fa di fare niente non di lavorare di crearsi una vita normale ma si è racchiusa in un mondo buio dove lei non riesce a vedere la luce per uscire. la cosa che mi fa paura è che lei ha anche paura di questo buio perchè teme di non vivereuna vita normale come gli altri. Cerco di aiutarla ma non ci riesco vorrei tanto farle ritrovare la strada giusta ma è molto difficile perchè facilmete puo irritarsi. Gli da fastidio qualsias consiglio anche se gli si dice di tornare a vivere.La mamma di questultima ha cresciuto 5 figli senza il padre e per lei era un idolo, quidi lei avendola persa si chiude in se stessa facendo su ogni cosa riferimento all mamma. vorrei gentilmente che gli si venga scritta anche una piccola lettre o un piccolo aiuto o un consiglio per cercare di poterla aiutare e farle vedere la vita sotto un'altra prospettiva io la ringrazio e spero in un vostro aiuto 
cordiali saluyi
Dott. F. AlteiSigned on: Mon Apr 16 11:53:29 2007
Carissimo Filippo, 
la morte di qualcuno che ci sta vicino, soprattutto se avviene in un modo così violento e doloroso, è *sempre* traumatica per tutti coloro che devono affrontarla: è una ferita inferta alla nostra anima, una ferita che ci parla di insensatezza e della impossibilità di darci una spiegazione che possa lenire il nostro dolore. A volte la cosa più saggia è riflettere su come, in fondo, ognuno sia responsabile solo e solamente delle sua vita, e che sia virtualmente impossibile costringere qualcuno a fare cose che non vuole; le scrivo questo perché a volte il senso di colpa ci fa sentire responsabili, iper-responsabili direi, mentre inconsciamente sappiamo benissimo di non incidere, se non marginalmente, in ciò che ci succede attorno. La iper-responsabilizzazione poi tende a immobilizzarci perché ormai incapaci di compiere la benché minima scelta in quanto tutto dipenderebbe, per il senso di colpa, da noi, e questo diviene un peso che ci costringe e ci impedisce di vivere appieno, il ché significherebbe in fondo, essere liberi di accettare i rischi, e quindi anche la morte, rischio supremo. Anche se tutte le sue congetture fossero esatte, lei non è per questo responsabile di ciò che è successo, anzi, come ognuno di noi, non avrebbe potuto farci nulla, la stessa umiltà che ci fa accettare le cose come sono senza poterle più cambiare. Le consiglio di cuore di non farsi distruggere la vita ma trovare il coraggio per aiutare se stesso, con l'aiuto di un professionista psicologo-psicoterapeuta in modo da trovare il "nodo" che sta alla base del senso di colpa e con amore, pazienza e sofferenza, arrivare a scioglierlo per ricominciare a vivere appieno. 
Cordialissimi auguri e saluti di cuore.
info@psicosintesiamo.it
filippo
da milano
Signed on: Mon Apr 16 11:50:57 2007
Gentilissimo dottore, mi chiamo filippo e sono uno studente di 21 anni. 
Le scrivo perchè la mia vita è diventata un inferno, da quando una mia ex 
coinquilina si è suicidata più di un anno fa, gettandosi dal balcone di casa 
del suo ragazzo. 
Dal giorno che ho saputo la notizia, ho molti sensi di colpa causati da un 
enorme dubbio. 
Volevo innanzitutto, spiegarle quello che mi è stato raccontato da un amico 
della vittima. 
La mia ex coinquilina, il giorno del suo 30° compleanno si trovava in bar, 
era completamente ubriaca, ha fatto "casino" (secondo me col suo ragazzo, 
che magari è andato al bar per impedirle di bere) e al ritorno a casa ha 
compiuto il gesto. 
Cosa posso centrare io in tutto questo? Glielo spiego subito. 
 
Voglio premettere che la mia ex coinquilina aveva problemi di alcolismo e 
depressione. 
Il giorno del suo compleanno, come farebbe una persona gentile, le ho 
mandato un semplicissimo augurio di buon compleanno tramite sms, anche se qualcosa dentro di me mi diceva di non inviarlo perchè lei per me non era proprio un'amica e soprattutto con questo sms poteva ricordarsi i momenti brutti di quando vivevamo nella stessa casa.  
 
La paranoia che mi sono fatto è questa: 
 
-lei è tornata a casa tutta ubriaca; 
 
-il cellulare è rimasto a casa perchè magari lo aveva dimenticato e sul 
display c'era il mio sms; 
 
-il cellulare, squilla per avvisare che c'è un messaggio non letto (i 
cellulari di ultima generazione come quello che possedeva lei, avvisano 
della presenza di un messaggio non letto ad esempio ogni 5 minuti); 
 
-lei pensa che in quel sms ci sia scritto che il suo ragazzo la vuole 
lasciare e presa da un raptus, incapace di intendere e di volere perchè 
ubriaca, si lancia dal balcone. 
 
 
Dato che mi sono fatto questo film nella testa e visto che non ho certezza 
su come sono andate veramente le cose, mi tormento e penso che se non avessi 
mandato quel sms lei non sarebbe morta . 
E' possibile secondo lei che una persona si suicidi nella maniera che le ho 
raccontato? Perchè devo farmi delle colpe? 
 
La prego mi aiuti perchè questo episodio che mi è capitato mi sta distruggendo giorno per giorno. 
 
La ringrazio anticipatamente ed attendo una sua risposta. 
 
Cordiali saluti.
Powered by AkoBook V3.42
Sito segnalato da cercasalute.it Sito Ufficiale della Campagna Nazionale Giu Le Mani Dai Bambini