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L'avidità è
castigo a se stessa, testimonia di una povertà interiore
indegna di un essere umano evoluto, ma tipico di chi è
meschino, limitato, di chi si chiede in continuazione: "Cosa
prenderò al Mondo" invece di "Cosa posso dare al Mondo".
"Un giorno un vecchio saggio che viaggiava di paese in paese venne
ospitato dal più ricco del posto dove s era fermato per la
sera.
Il ricco fu molto orgoglioso di potergli mostrare tutti i suoi
tesori messi insieme in una vita di avidità e accumulo.
Il saggio dimostrò il proprio scarso interesse per tutto
quell'oro e quelle opulente ricchezze, ma anzi propose al ricco di
lasciare tutto per seguirlo. Il ricco si sentì in un certo
senso onorato per la proposta ma allo stesso tempo inorridì
nel dover lasciare tutto, così il saggio fece lui questa
proposta: - Se proprio non te la senti di lasciare tutto, allora se
vuoi potrai seguirmi nella tua prossima vita, prendi questo chiodo
arrugginito che ti dono: me lo restituirai come riconoscimento
nella tua prossima vita, e io ti riconoscerò -
Detto questo il saggio riprese la sua strada per il mondo. Il ricco
allora si accorse con terrore che nemmeno quel vecchio inutile
chiodo arrugginito avrebbe potuto portarsi con sé nella sua
prossima vita e dell'occasione che aveva perso; e la storia ci
lascia la speranza che abbia infine compreso e sia corso a
ringraziare il saggio, per seguirlo ora, senza attendere oltre,
smettendo di rincorrere le proprie illusioni."
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