Si racconta di un uomo che si era
avvicinato a Buddha dicendogli: "Diverrei tuo discepolo se mi
dicessi se il mondo è infinito o finito" e ponendogli altre
domande metafisiche. Il Maestro, allora, con un sorriso, gli
rispose: "C’è un guerriero che è stato ferito con
una freccia avvelenata. Gli si avvicina premuroso un medico, ma lui
dice: -No! Prima che tu mi curi voglio sapere chi è stato a
lanciare la freccia, come si chiamava, che età aveva e a
quale famiglia apparteneva!-

Prima di avere la risposta, il guerriero muore. Così,
continuò Buddha, siete feriti dalla freccia avvelenata del
desiderio e dell’attaccamento alle cose terrene; se volete sapere
prima la risposta a tutte le domande metafisiche, non sarete
liberati e resterete avvinti, avvelenati da questa freccia. Quindi
strappate la freccia, guarite da questa mania e dopo passate alla
vita!

risposta del prof. R. Assagioli alla domanda sulla
difficoltà a descrivere il Supercosciente e sugli influssi
dello scetticismo e del pessimismo critico. In "L’uomo a tre
dimensioni" B. Caldironi, a cura di L. Oretti