La strada del primitivo.

Superando il grande scisma e, per tutta la nostra terra,

ignorando il vicario di Dio e la scimmia di Dio,

sotto loro naso, insospettata,

la strada del primitivo corre con un tempo,

quando un sottosuolo di luce, un semplice metallo,

erano ancora in voga; vera secondo il suo scopo

va lungo scalette, porte, spazi nelle siepi

su terre arate, boschi, prati da pascolo,

oltre tempietti verso un mito cronologico

che oggi non spaventerebbe a morte nessun eretico,

presso anelli sulla sommità collinare, allora così sicuri,

oggi facilmente assaliti da piccoli fanciulli

(i pastori ne usano tratti in alta montagna,

i villaggi ne prendono tratti per farne sentire di innamorati).

Poi attraverso le città si snoda la sua strana via,

non è senza quelle che, un vicolo dei ladri,

ora con lampioni verdi e bianchi cordoni di marciapiede,

la vivace luna crescente di un sobborgo residenziale,

d’ampio spazio alla vecchia cattedrale,

corre direttamente attraverso un nuovo municipio,

non cercato, per logica, per supposizione:

eppure alcuni vi si imbattono e sono colpiti senza timore

nessuna vita lo conosce, ma nessuna vita

che si attacca quel percorso può essere fatta prigioniera,

e chi vaga dietro ad esso non viene fermato ai

confini dalle guardie di qualche Teocrate,

attraversando così il passo quasi dove

il suo riflettore proietta obliqui raggi, ma non più vicino.

(nei più lontano casomai potesse):

così in estate talvolta, senza ostacolarlo,

uno stagnino dall’aria corrucciata e distratta

vi si muove con passo strascicato; nell’anno che muore

urta un collezionista di coleotteri, che fruga

tra le dalle foglie, e un giovane in primavera

vi passa di corsa seguendo un nuovo incitamento,

il suo vero io, vibrante sulla sua scia.

Il primitivo lascia la sua strada a coloro

che l’amano non meno da quando ha perduto lo scopo,

che mai chiedono che cosa trama la storia,

così non possono agire come se non sapessero:

ammettendo la libertà, nega i suoi poteri,

negando i suoi poteri, essi passano liberamente.