«Quello che veramente ami rimane, il resto e’ scorie.

Quello che veramente ami non ti sarà strappato

Quello che veramente ami è la tua vera eredità.

Il mondo a chi appartiene, a me, a loro

o a nessuno?

Prima venne il visibile, quindi il palpabile

Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno.

Quello che veramente ami è la tua vera eredità

La formica e’ un centauro nel suo mondo di draghi.

Strappa da te la vanità , non fu l’uomo

A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,

Strappa da te la vanità, ti dico strappala

Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo

Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità
dell’artefice,

Strappa da te la vanità, Paquin strappala!

Il casco verde ha vinto la tua eleganza.

“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”

Strappa da te la vanità

Sei un cane bastonato sotto la grandine,

Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,

Metà nero metà bianco

Ne’ distingui un’ala da una coda

Strappa da te la vanità

Come son meschini i tuoi rancori

Nutriti di falsità.

Strappa da te la vanità,

Avido di distruggere, avaro di carità,

Strappa da te la vanità,

Ti dico strappala.

Ma avere fatto in luogo di non avere fatto questa non e’
vanità

Avere, con discrezione, bussato

Perché un Blunt aprisse

Aver raccolto dal vento una tradizione viva

o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata

Questa non e’ vanità.

Qui l’errore e’ in ciò che non si e’ fatto, nella
diffidenza che fece esitare

Canto LXXXI dai “Pisan Cantos” di E.L. Pound